Finalmente siamo tornati!!! Dopo la lunga pausa estiva, dovuta alla mancanza di una connessione internet e sopratutto al fatto che anche i VLBoyZ hanno diritto ad andare in vacanza, siamo di nuovo tutti qui, pronti come sempre a raccontarvi i momenti migliori delle nostre giornate. il nuovo anno accademico ha portato una novità sostanziale… i Villa Livia BoyZ hanno abbandonato Villa Livia! Eh già, sembra assurdo che dopo 4 anni passati nella mitica villa bolanese abbiamo deciso, di punto in bianco, di migrare verso nuovi lidi. Le motivazioni che ci hanno portato a questa drastica scelta sono tra le più disparate, anche se alla fine quella primaria è prettamente economica, nonché derivante dall’immane cacamento di cazzo derivante da atteggiamenti ostili della proprietaria nei nostri riguardi. Ciò non toglie che il nostro spirito goliardico e la ferma volontà di continuare il nostro percorso e portare a termine la nostra mission siano venuti meno: stilato un documento con i prerequisiti necessari affiché la nostra nuova abitazione fosse conforme al nostro stile di vita, abbiamo iniziato la ricerca che, devo dire in tempi non eccessivamente lunghi, ci ha portato nelle profondità del Macchione! Per chi non conosce la zona, credo che si possa definire il Macchione come l’ultima zona prettamente rurale del comune di Fisciano… praticamente stamm’ spersi ‘mmiez’ ‘a na terra! Non potevamo ovviamente scegliere una soluzione abitativa diversa dal Villone indipendente e senza vicini molesti (già siamo troppo molesti noi, ci mancano solo i vicini…); cercheremo quanto prima di mostrarvi questa nuova fantastica Villa che per ora ha preso il titolo ad honorem di “Villa Squagliati“, anche nota come “Il Villone al Macchione“. Che altro dire? Ce ne sarebbero tante, ma siamo ancora in fase organizzativa, il Comitato Scientifico non si è ancora riunito per deliberare e quindi non posso fare ulteriori anticipazioni su quello che si prevede per il prossimo inverno Lancusiano… sicuramente non mancheranno gli appuntamenti che provvederemo prontamente a segnalarvi. A presto…
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BoyZ Are Back In Town..
Settembre 30, 2008La leggenda della porchetta di Zio Mario
Luglio 2, 2008C’era una volta un porcelluzzo di 60 kg che razzolava felice per le campagne di Lancusi, ignaro del destino che da lì a poco avrebbe sconvolto gli eventi della sua esistenza, nonché di quella di molti abitanti della ridente cittadina della Valle dell’Irno. I cantori narrano che Zio Mario, cuoco e alchimista di fama internazionale, recatosi nell’aia, adocchiò quel bel porcelluzzo tenero tenero e, legatolo al guinzaglio con una cordicella e un fiocchettino azzurro, decise di condurlo con se per fargli conoscere le bellezze locali e avviarlo all’ormai arcinota pratica del ‘mbuttunamento. Giunti nei pressi della locanda dove l’alchimista era solito sperimentare nuovo pratiche culinarie, nel tentativo di realizzare la Pietra ‘Mbuttunatrice (che dovrebbe ‘mbuttunare qualsiasi cosa/persona con cui viene in contatto), Zio Mario trascorre diverse ore in meditazione per decidere qual è la via migliore per dare una degna morte al famoso porco. Alla fine la scelta è univoca: dato che il porco è già ‘mbuttunato di suo e non necessita di ulteriore ‘mbuttunamento (tranne in casi estremi), non resta che cuocerlo nella maniera che è più consona al grande cuoco. Sgozzato il porcelluzzo (risparmio i particolari per gli animi sensibili) e privatolo degli eccessi, Zio Mario lo lascia tranquillamente a riposare nella Grotta di cui ogni cucina che si rispetti dovrebbe essere dotata e si dedica, come ogni sera, agli avventori che sempre più numerosi intervengono alla sua mensa. Giunta l’ora di chiusura e usciti gli ultimi clienti, Zio Mario può finalmente tornare a dedicarsi al famoso porcelluzzo: spento il forno ove per tutta la sera sono state cotte pietanze epiche, il porco viene estratto da un antro e posto in un altro (il forno), dove la temperatura va diminuendo con il passare delle ore; il suino inizia così la sua lenta, lentissima cottura. Il giorno seguente, giunta l’ora del desinare, Zio Mario s’appresta di nuovo ad accogliere i numerosi avventori con le sue pietanze sane, nutrienti e leggere (…); il porco viene estratto dal forno dove tornerà, come la notte precedente, dopo l’orario di chiusura. Tutto ciò va avanti per un’intera settimana… Era una domenica di lunedì che si avvicinava al giovedì (più o meno) e nella Contea di Villa Livia Vassalli, Valvassori e Valvassini attendevano con impazienza il messo con la lieta novella. Ad un tratto, uno squillo di trombe!! (il cellulare di Enzo… quando cambia quella suoneria non è mai troppo tardi!) Zio Tony porta la lieta novella: la porchetta è finalmente pronta! “Uaglù, currite!” si ode in casa. Trafelati, i Concittadini della Contea giungono alla locanda, ove un enorme Troll di Montagna munito di spadone (Mimmone con una mannaia in mano) sbarra l’ingresso e impedisce di avvicinarsi alla mitica pietanza, volendo egli stesso essere il primo ad assaggiarla. Si sparge il panico! Se il Troll dovesse agguantare l’animale, di certo ne rimarrebbe ben poco per saziare gli ampi stomaci dei Concittadini. Zio Mario, volendo soddisfare come sempre e senza discriminazioni TUTTI i suoi avventori, riesce a distrarre per qualche secondo il Troll con uno stratagemma: con rapidità felina afferra un vassoio di purpette all’aglio e urla in direzione del Mimmotroll “Uagliò, ‘a vuò na purpetta?“. L’essere, senza ritegno alcuno, si lancia sul vassoio e lascia libero accesso ai Concittadini, che finalmente posso sedersi a gustare la tanto agognata pietanza.
Ogni commento in merito al gusto, agli odori e alla vista di cotanta meraviglia sarebbe superfluo e fuori luogo. L’unico modo per comprendere l’esperienza mistica da noi vissuta è viverla in prima persona.
A presto con le nuove e mirabolanti avventure di Zio Mario e la Pietra ‘Mbuttunatrice.
Vedi anche: http://maialeubriaco.blogspot.com/2007/02/la-cucina-umorale-di-mario-nocera.html
