Archivio per Luglio 2008

Sangria Party @ Primus Bar (Via Ligea – SA)

Luglio 8, 2008

La Federazione Sui-generiS, in collaborazione con Medinet s.r.l., è lieta di invitarvi presso il Primus Disco Bar, in Via Ligea – Salerno (c/o la rotatoria della Baia)

Ormai i Giovedì Salernitani stanno diventando un appuntamento fisso, tanto che abbiamo deciso di uscire con un calendario unico per tutto il mese di luglio. In più, alle prime 150 consumazioni, sarà offerto un cornetto presso l’H24 (C.so Giuseppe Garibaldi – SA). Come sempre il dj set è quello dei VLBoyZ. Vi aspettiamo numerosi! :)

La leggenda della porchetta di Zio Mario

Luglio 2, 2008

C’era una volta un porcelluzzo di 60 kg che razzolava felice per le campagne di Lancusi, ignaro del destino che da lì a poco avrebbe sconvolto gli eventi della sua esistenza, nonché di quella di molti abitanti della ridente cittadina della Valle dell’Irno. I cantori narrano che Zio Mario, cuoco e alchimista di fama internazionale, recatosi nell’aia, adocchiò quel bel porcelluzzo tenero tenero e, legatolo al guinzaglio con una cordicella e un fiocchettino azzurro, decise di condurlo con se per fargli conoscere le bellezze locali e avviarlo all’ormai arcinota pratica del ‘mbuttunamento. Giunti nei pressi della locanda dove l’alchimista era solito sperimentare nuovo pratiche culinarie, nel tentativo di realizzare la Pietra ‘Mbuttunatrice (che dovrebbe ‘mbuttunare qualsiasi cosa/persona con cui viene in contatto), Zio Mario trascorre diverse ore in meditazione per decidere qual è la via migliore per dare una degna morte al famoso porco. Alla fine la scelta è univoca: dato che il porco è già ‘mbuttunato di suo e non necessita di ulteriore ‘mbuttunamento (tranne in casi estremi), non resta che cuocerlo nella maniera che è più consona al grande cuoco. Sgozzato il porcelluzzo (risparmio i particolari per gli animi sensibili) e privatolo degli eccessi, Zio Mario lo lascia tranquillamente a riposare nella Grotta di cui ogni cucina che si rispetti dovrebbe essere dotata e si dedica, come ogni sera, agli avventori che sempre più numerosi intervengono alla sua mensa. Giunta l’ora di chiusura e usciti gli ultimi clienti, Zio Mario può finalmente tornare a dedicarsi al famoso porcelluzzo: spento il forno ove per tutta la sera sono state cotte pietanze epiche, il porco viene estratto da un antro e posto in un altro (il forno), dove la temperatura va diminuendo con il passare delle ore; il suino inizia così la sua lenta, lentissima cottura. Il giorno seguente, giunta l’ora del desinare, Zio Mario s’appresta di nuovo ad accogliere i numerosi avventori con le sue pietanze sane, nutrienti e leggere (…); il porco viene estratto dal forno dove tornerà, come la notte precedente, dopo l’orario di chiusura. Tutto ciò va avanti per un’intera settimana… Era una domenica di lunedì che si avvicinava al giovedì (più o meno) e nella Contea di Villa Livia Vassalli, Valvassori e Valvassini attendevano con impazienza il messo con la lieta novella. Ad un tratto, uno squillo di trombe!! (il cellulare di Enzo… quando cambia quella suoneria non è mai troppo tardi!) Zio Tony porta la lieta novella: la porchetta è finalmente pronta! “Uaglù, currite!” si ode in casa. Trafelati, i Concittadini della Contea giungono alla locanda, ove un enorme Troll di Montagna munito di spadone (Mimmone con una mannaia in mano) sbarra l’ingresso e impedisce di avvicinarsi alla mitica pietanza, volendo egli stesso essere il primo ad assaggiarla. Si sparge il panico! Se il Troll dovesse agguantare l’animale, di certo ne rimarrebbe ben poco per saziare gli ampi stomaci dei Concittadini. Zio Mario, volendo soddisfare come sempre e senza discriminazioni TUTTI i suoi avventori, riesce a distrarre per qualche secondo il Troll con uno stratagemma: con rapidità felina afferra un vassoio di purpette all’aglio e urla in direzione del Mimmotroll “Uagliò, ‘a vuò na purpetta?“. L’essere, senza ritegno alcuno, si lancia sul vassoio e lascia libero accesso ai Concittadini, che finalmente posso sedersi a gustare la tanto agognata pietanza.

Ogni commento in merito al gusto, agli odori e alla vista di cotanta meraviglia sarebbe superfluo e fuori luogo. L’unico modo per comprendere l’esperienza mistica da noi vissuta è viverla in prima persona.

A presto con le nuove e mirabolanti avventure di Zio Mario e la Pietra ‘Mbuttunatrice.

Vedi anche: http://maialeubriaco.blogspot.com/2007/02/la-cucina-umorale-di-mario-nocera.html