Premessa:
Tutto ciò che andrete a leggere può sembrare frutto dell’immaginazione di menti perverse, invece tutto corrisponde alla quotidianeità della Vita – Livia.
Era un giorno di piena estate e in tarda serata, come per magia, spuntò una piovra: il buon Mimmone aveva già preparato l’acqua perché si sa… il purpo va fatto cuocere nell’acqua sua stessa… (non è allusivo). Tra discorsi sulla bontà del brodo di purpo e la necessità di smutandarsi (o perlomeno di trovare un pertugio per poter respirare), due prodi cavalieri decisero che l’insalata di purpo non può morire in altro modo se non affogata nel limone.
E il limone, si sà, è democratico e ugualitario; praticamente il limone è Sui-generiS.
I due condottieri si apprestarono alla corte del buon Tonino, alla ricerca del sacro limone e decisero di conquistare la fiducia del cortigiano acquistando tre bottiglie di vino. Egli rispose: “Uagliù, il vino sta nel frigo, ma i limoni…non li tengo“. Allora i due condottieri decisero di attentare il carro del “Pére e Musso“, collocato presso la chiesa di Lancusi ma con loro grande stupore, usciti dal palazzo, si ritrovarono sotto una limonara: 3 limoni penzolavano, brillanti e profumati, i due condottieri iniziarono a pensare alle leggi della fisica, poi Newton, poi ‘o cavallo (tu ti metti sotto e io ti spingo verso l’alto) quando ad un tratto intravidero una scopa. Presala, decisero che da buoni scimmioni in gabbia, per raggiungere le banane potevano usare il bastone (siamo dunque arrivati ad uno dei più alti gradini della scala evolutiva: abbiamo una mente!). Al primo tentativo del buon Ertini: liscio… seguito da un “Attenzione, Antò!!”; al secondo tentativo: il limone vola contro il muro, e si scaglia sulla testa del condottiero, colpendolo sul cervelletto (cosa che non ha fondamentalmente modificato la già distorta percezione delle cose del tale in questione). Dunque, recuperato il primo limone e considerata la gigante piovra (‘o purp’), decisero di appropriarsi del secondo; primo tentativo: liscio; secondo tentativo: liscio; terzo tentativo: liscio; quarto tentativo (sempre preceduto da un: “Attenzione, Antò!!”): il limone senza urtare contro il muro, prende una direzione parabolica, scagliandosi come un missile sulla fronte del buon Antonio il quale, sorridendo per la felicità, affermò: “Cazz ‘e che profumo!“.
A conclusione di tutto ciò, nasce il famoso postulato del limone, secondo cui:
Il limone è democratico e non fa scelte di parte!
Vi lasciamo con un aforisma:
“Ma con una p..k..i..kka davanti agli occhi 24 ore al giorno, come lo vedi il libro? E’ fisicamente impossibile e biologicamente inaccettabile!”
C.f.r. Enzo Ertini
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